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L’Associazione Storico culturale “Progetto Centola”, nell’ambito del più ampio Progetto di collaborazione per il Recupero della Storia locale, ha avviato, sempre in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Centola e il Comune di Centola, una ricerca per recuperare “La storia della scuola del territorio comunale”. Alla cittadinanza è stato chiesto, come sempre in questi casi, di collaborare mettendo a disposizione foto oggetti e documenti.

I risultati delle ricerche hanno dato vita presso le scuole di più frazioni del territorio comunale, ad eventi denominati complessivamente C’ERA UNA VOLTA LA SCUOLA DEI NONNI.

Il 6 giugno 2016 presso il plesso scolastico di Palinuro, e il successivo 8 giugno presso il plesso scolastico di Centola, sono stati presentati i risultati delle ricerche, effettuate dai docenti e dagli alunni delle classi primarie, finalizzate a recuperare la storia della scuola del territorio, ricordando insegnanti che in condizioni difficili hanno portato avanti quel processo di alfabetizzazione che ha reso i bambini d’allora cittadini più liberi e capaci di partecipare da protagonisti ai grandi eventi che hanno fatto l’Italia.

Bisnonni, nonni, e genitori sono stati coinvolti dagli alunni per ottenere informazioni, documenti e altro materiale utile allo studio. Questo ha permesso di creare un forte ed efficace legame tra generazioni diverse.

Gli esiti delle ricerche saranno oggetto di approfondimento con l’obiettivo di organizzare:

1) una mostra iconografica, in appropriati spazi espositivi;

2) un convegno storico culturale sulla scuola del territorio di Centola.

Segue un breve resoconto degli eventi, a iniziare da quello svoltosi a Palinuro..

Palinuro, 6 Giugno 2016

Il resoconto che segue si basa sulle impressioni riportate da una palinurese emerita, Marisa Amendola, e poi – soprattutto – sui dati forniti dall’ Insegnante Filomena Merola, una vera sceneggiatura dell’evento palinurese.

Presso la Scuola Primaria di Palinuro si è, dunque, tenuto, lo scorso 6 giugno, l’evento conclusivo della ricerca sulla Scuola dei nonni confrontata con quella attuale, con molta partecipazione e vivacità. E’ stato ripercorso, attraverso i canti eseguiti da tutti i bambini della Scuola – un bel coro di quasi 40 elementi – un periodo che va dal Fascismo – Giovinezza ai giorni nostri. In una alternanza di canti antichi e moderni.

La proiezione di foto reperite attraverso i bambini, inclusa la foto della prima scuola di Palinuro, ha fatto tornare tutti indietro nel tempo, per poi ripercorrere le fasi successive, fino all’attuale Istituto. Il contrasto stridente tra il passato e il presente è stato evidenziato in tutti i campi considerati : la disciplina e il ruolo dei genitori, le dotazioni scolastiche (da “umili” quaderni e pennini alle tablet), l’alimentazione, il ruolo dei maestri e così via.

Una piccola drammatizzazione ha messo a confronto attraverso un dialogo la realtà post bellica con la realtà odierna. Sono così emerse le differenze sociali, culturali ed economiche.

Le due bambine, Carmelina e Deborah (“già il loro nome la dice lunga..” commenta acutamente l’insegnante) hanno saputo rendere in maniera simpatica e originale le loro diverse realtà. Carmelina con 1 solo libro, 1 quaderno e 1 pennino. Deborah con uno zaino stracolmo di libri (uno per ogni materia). Carmelina che ricorda come loro si lavassero tutti in un lavapiedi con l’acqua che suo fratello andava a prendere alla fontana e Deborah che replica che lei non uscirebbe mai dalla doccia… Carmelina racconta di come tutti dormono in una sola stanza e felici aspettano la nonna che racconta loro poesie e storielle (una Filastrocca arricchisce il racconto). Deborah evidenzia che lei mai potrebbe dormire in una stanza con altre persone.

Le punizioni : Carmelina parla delle bacchettate “quante ne volevamo” e se diceva qualcosa a casa “acchiappavo pure il resto”. Deborah ribatte categorica “mia madre li avrebbe già denunciati”.

Deborah propone a Carmelina di fare merenda insieme e così la prima prende dallo zaino il suo snack mentre Carmelina ha due enormi fette di pane fatto in casa, bagnato con l’acqua dei fagioli, il tutto avvolto in un foglio di quaderno.

Deborah racconta della megafesta per la sua Prima Comunione, trecento invitati al pranzo, e “solo” 150 al ricevimento. Come regali : cellulare, computer, Ipad e tante collanine d’oro. Carmelina ha avuto solo quelli di famiglia e i vicini di casa. Per regalo tre fazzoletti da naso colorati, un taglio di stoffa per cucire una sottoveste, 50 lire dal nonno e la catenina che la nonna le ha regalato perchè si chiama come lei. Deborah aggiunge che il suo vestito è stato comprato a Napoli, bellissimo e firmato. Carmelina ha indossato il vestito da sposa di sua madre, aggiustato dalla nonna (“firmato” dalla nonna..)…

Le insegnanti ricordano che tutto ciò che le bambine hanno raccontato è tratto dalle testimonianze rese dalle persone anziane che hanno anche fornito le foto in loro possesso da una vita.

In conclusione, un’ottima rappresentazione dei risultati della ricerca. A merito delle insegnati e degli alunni coinvolti. E nello spirito del recupero della storia locale.

A fine luglio, infine, si dovrebbe inaugurare la Mostra fotografica permanente sulla storia della Scuola a Palinuro.

Centola, 8 Giugno 2016

Lo scorso 8 giugno, presso l’Istituto Comprensivo di Centola, si è svolta la presentazione dei lavori realizzati da Insegnanti e alunni (in particolare della classe quarta) sul tema della storia della scuola nel territorio comunale.

Il Presidente del Progetto Centola, nel ricordare una collaborazione ormai triennale con l’Istituto, ha sottolineato la centralità della scuola anche in questa occasione di recupero della memoria e di tentativo di salvare le proprie origini da hanno apprezzato il grande lavoro svolto dalle insegnanti anche in questa occasione. Benchè la presentazione sia stata molto penalizzata da inefficienze tecniche (audio del film quasi inudibibile), è chiaramente emerso lo sforzo impiegato da insegnanti e alunni nel realizzare un filmato di oltre 1 ora, ricco di situazioni di ricostruzione storica ma anche umoristiche. Fino a un finale in cui gli insegnanti si mostrano affiancati agli alunni che li hanno “interpretati” nella ricostruzione storica della scuola in bianco e nero dei nonni e quella colorata di oggi. Sia il Sindaco che il Presidente del Progetto Centola hanno chiesto di poter rivedere il filmato con un audio che renda giustizia al lavoro svolto, magari da ripresentare alla prima occasione idonea. Entrambi hanno distribuito attestati di merito a insegnanti e alunni che si sono prodigati per questo lavoro.

In attesa di integrare queste note con eventuali ulteriori indicazioni fornite dal sonoro del DVD, si possono qui indicare alcune suggestioni del pomeriggio centolese tratte da quanto contenuto in varie “finestre” tematiche, scoperte in chiusura della presentazione, con “foglietti” tipo verbalizzazione dei fumetti, dove episodi narrati dai nonni, loro ricordi e le conclusioni della ricerca sono sintetizzati. Il confronto tra le epoche dà subito i risultati visti anche nella ricerca palinurese : il contrasto tra l’andare a scuola a piedi (a volte scalzi) e lo scuolabus (o comunque le auto private), tra le merende di pane e gli snack, la disposizione dei banchi da file parallele “controllate” dall’alto della cattedra alla disposizione paritaria dei banchi e via dicendo.

Dalle “finestre” riemerge un mondo, sconosciuto nei suoi dettagli agli alunni che hanno effettuato la ricerca. La stufa a legno in classe, il lavoro nei campi, l’assenza di zaino, gomme, colori, temperino e libri allegri e colorati, e la presenza di una cartella di cuoio o cartone oppure di una borsa di pezza o solo di una molla per tenere insieme un quaderno a righe e uno a quadretti (rigorosamente neri), un unico libro e 1 pennino. E il ricordo di chi portava le scarpe in mano per non consumarle o del bambino dalle scarpe “ccu i cindriddi” (rinforzo chiodato della suola).

Un delizioso foglietto i “Puntini e palieddi” ricorda che agli inizi della 1^ elementare gli alunni di allora iniziavano la loro alfabetizzazione eseguendo per mesi puntini e “asticelle” (i palieddi) prima di passare alla copia, al dettato e agli esercizi di bella scrittura (un voto anche su questo). Si imparava poi a scrivere i numeri da zero a 9 e a fare piccoli calcoli orali.

Vengono ricordate le brevi escursioni di fine anno scolastico, a piedi, dal Convento (sede di aule scolastiche per anni) su verso il “chiancone” passando per le fontanelle. Ma ricordate anche, da molti nonni e nonne intervistati, le punizioni : in ginocchio sul granturco (variante ammessa i ceci), le bacchettate sulle mani (con bacchetta di bambu o di legno), le orecchie di asino, oltre a schiaffi e carocchiate. Unanime il riferimento alle botte integrative da parte dei genitori, in caso di problemi a scuola.

Ricordata l’assenza, per lunghi anni, di una vera Scuola a Centola, con le lezioni tenute in aule sparse per il paese, ricavate spesso in stanze di case private, come quelle dei Rinaldi a via Gelso (Rosario). Una sirena udibile in tutto il paese dava inizio contemporaneo a tutte le “sedi” a volte lontane tra loro. Aule senza servizi, con arredi minimali, i banchi di legno biposto con piano di lavoro inclinato e due fori per i calamai, il sedile fisso, la scrivania su una pedana, la lavagna di ardesia. Le aule più “ricche” avevano un mappamondo di cartone o di gesso e, a volte, un pallottoliere.

Ritorna il ricordo del freddo, dei legnetti da portare per la stufa in classe, fino al commosso ricordo del maestro Giuseppe Imbriaco che a Foria, nei giorni più freddi, portava gli alunni a casa sua a fare lezione accanto al camino.

Nei “foglietti” tematici viene ricordata la severità diffusa dei maestri, l’assenza di modi confidenziali (riflesso del costume di allora, presente anche in famiglia), si dava del “voi” all’insegnante, vi era molto distacco. Tra i compiti dei docenti, controllare l’igiene personale degli alunni, soprattutto le unghie, oltre alle ispezioni per scongiurare la pediculosi. Simmetricamente, da parte degli alunni era richiesta (e perlopiù ottenuta) massima obbedienza, gli alunni potevano alzarsi o parlare solo col permesso, dovevano alzarsi quando una persona entrava in classe, salutare e rimanere in piedi finchè non autorizzati a sedersi. Non potevano interrompere un adulto quando parlava nè [purtroppo…] insistere sulle proprie opinioni. Punizioni erano previste per infrazioni alle suddette regole.

La scuola al tempo dei nonni era obbligatoria fino alla V^ elementare, ma l’evasione scolastica, naturalmente, era alta, per la necessità del lavoro nei campi e dell’assistenza a casa ai fratelli minori. Struggente in un fogliettino il racconto della bambina che non poteva frequentare e che un giorno si intrufola in una classe e alla richiesta di chi fosse rispose “sono una bambina di campagna”, prima di essere riconsegnata ai genitori.

Tra i mille episodi narrati nei foglietti delle “finestre”, il vetro rotto alla scuola del Convento e, non confessando il colpevole, bacchettate a tutti gli “omertosi”, e la cicoria cucinata per le suore-maestre, i ricordi identici del nonno dell’alunno di origine marocchina e del suo coetaneo francese, e altri ancora.

Le differenze di “genere”, con l’economia domestica per le bambine, e i giochi solo maschili (nascondino, acchiapparella, mazza e piuzu, battimuro, ecc.), i pantaloni corti anche d’inverno, e le merende con pane e frittata o fichi secchi, nocilli e castagni ‘nburnati, o pane e basta. I libri passati ai fratelli minori, le macchie d’inchiostro cancellate con la mollica di pane, come colla la farina impastata con acqua. Eppure, con sorpresa degli alunni di ora, si riusciva spesso a ottenere una scrittura pulita e ordinata..

Interessante l’opinione dei nonni sulla scuola attuale : l’opinione diffusa è che manchi – chiaramente – la severità di allora, ma anche il senso del dovere, l’importanza data alla scuola, il rispetto per i maestri (visti in passato come una autorità), tanto che nessuno al tempo osava contestare una decisione o un voto assegnato. E i genitori condividevano le decisioni dei maestri. I nonni intervistati riconoscono, di positivo, nella scuola di oggi, la maggiore disponibilità degli insegnanti ad aiutare i ragazzi in difficoltà, e lo studio delle lingue straniere.

A conclusione del progetto dedicato alla scuola di un tempo, gli alunni di classe 4^ hanno fatto un viaggio virtuale al Museo della Scuola. Le maestre hanno predisposto la LIM (lavagna interattiva multimediale) per la visualizzazione delle foto e dei documenti trovati ed è cominciato il viaggio virtuale nel passato. Gli alunni di ora hanno immaginato di entrare nel Museo al suono di una vecchia campanella, in ordine come un tempo, prima le bambine. Entrati, hanno osservato la ricostruzione di un’aula dei tempi dei bisnonni, con i banchi e sedili di legno fissati a terra, la cattedra su una pedana, libri, quaderni, cartelle di un passato remoto, tornato oggetto di curiosità e di interesse…

Come ha scritto il Presidente del Progetto Centola nel suo Invito agli eventi scolastici, “questo [tipo di ricerca] ha permesso di creare un forte ed efficace legame tra generazioni diverse”. E non è poco, per una Associazione storico culturale dedicata al territorio.

Andrea Luise

Alcune fotografie che documentano momenti della manifestazione sono qui di seguito mostrate.

Palinuro, 6 giugno 2016

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Centola, 8 giugno 2016

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