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Un esperimento. Così il Presidente dell’Associazione Progetto Centola Ezio Martuscelli ha definito il Convegno sulla Storia della Scuola nel territorio centolese, che si è tenuto lo scorso 23 luglio presso il “Museo Comunale delle Testimonianze e della Memoria” in via T. Tasso, Centola.

 

Un esperimento perchè per la prima volta ad un convegno “storico” si è affiancata la testimonianza, diretta e vivace, di alunni della scuola elementare di Centola.                   Ne è risultata una serata certo impegnativa per durata e numero di soggetti coinvolti, di cui qualcuno avrebbe meritato qualche approfondimento in più, ma una serata riuscita proprio per gli stimoli offerti dalle presentazioni della medesima realtà (“la scuola dei nonni”) con gli occhi e le voci dei bambini di ora (guidati dalle loro insegnanti) e dei bambini di allora, che con stili diversi hanno rievocati i loro remoti giorni scolastici nel territorio centolese. Considerato che molti dei Relatori, bambini-di-allora, sono poi diventati insegnanti, offrendo una doppia lettura degli anni di scuola, nell’arco di decenni, ne è risultato un omaggio corale ed affettuoso alla centralità della scuola e degli insegnanti di questa area del mondo.

Ne va dato merito, ancora una volta, al Progetto Centola e alla sua triennale collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Centola.

Prima parte

La Serata è dunque iniziata con la presentazione del lavoro degli alunni : il Filmato realizzato dalla 5^ (sotto la guida dell’insegnante Angela Esposito e con la collaborazione di alunni e insegnanti), e gli elaborati realizzati dagli alunni delle prime quattro classi.          Il Presidente Martuscelli ha sottolineato la coralità dei contributi.                                                                                                                          Un breve estratto significativo del video della classe V^, presentato l’8 giugno presso la palestra della scuola di Centola, in condizioni tecniche molto svantaggiate, ha rappresentato una nuova opportunità promessa e mantenuta di far conoscere un lavoro di grande impegno e partecipazione, interpretato con convinzione dagli alunni e arricchito da interviste ad insegnanti del passato.                                                                                Sono seguiti estratti degli elaborati, risultati in “poster” sulla scuola di ieri e di oggi : per coerenza con la Serata le letture si sono concentrate sulla scuola di ieri. Letture da parte di bambini anche molto piccoli, molto partecipi e concentrati.                                              In particolare, la classe prima ha raccolto ricordi dei nonni, con immagini di grande emotività. La classe seconda si è occupata di arredi e sussidi della scuola di ieri. La classe terza ha realizzato un accurato, sentito omaggio al maestro Aniello De Rosa, definito un maestro all’avanguardia per metodologia didattica e approccio umano (tra i ricordi, la competizione incentivata con metodi quali “la montagna”, dove cartellini recanti i nomi dei bambini erano visti salire o scendere lungo la montagna secondo i risultati, o i premi in caramelle o ricreazione aggiuntiva, molto apprezzata…). La classe quarta, infine, ha prodotto un viaggio virtuale nella scuola dei nonni.

La prima parte si è conclusa con il breve intervento del Sindaco di Centola Carmelo Stanziola che ha ricollegato questa serata a quella citata dell’8 giugno scorso, sottolineando ancora una volta non solo il valore della cultura ma anche le emozioni comunicate dal ricordo di insegnanti e personaggi di una volta.

 

Seconda parte

 

Si sono a questo punto “materializzati” alcuni degli abitanti di quella realtà virtuale ricostruita dagli alunni stasera, una realtà vissuta invece davvero dai Relatori e ricordata con la nitidezza e l’emozione che accompagnano gli anni dell’infanzia, anche di quelle non sempre “dorate”.

Il “Convegno storico” ha visto dunque i contributi di ben 7 Relatori, tutti alunni di molti molti decenni fa, delle scuole del territorio, alcuni poi anche insegnanti (e Presidi), in rappresentanza di tutte le frazioni del Comune di Centola : altra novità di questa Serata.

Palinuro

Si è iniziato con Palinuro e quindi con Maria Luisa Amendola : un binomio consolidato.    La Amendola è stata alunna delle scuole elementari di Palinuro e vi ha poi insegnato per oltre 30 anni. Immaginabile quindi la quantità e la qualità dei suoi ricordi nei due ruoli e in decenni diversi. Con la consueta vivacità e approccio diretto, pur “tagliando” in parte il suo intervento, per lasciare tempo ai relatori successivi, la Amendola ha offerto un quadro in cui la Storia (legge Coppino, riforma Gentile) si alterna a storie minute, deliziose, come il ricordo della nonna che riempiva le tasche dei grembiulini di castagne bollite per la merenda,  o di fichi secchi, secondo la stagione dell’anno. E quindi riferimenti a documenti, ricordi, foto, alle classi ospitate in stanze di case private, arricchiti da episodi unici per incisività, come il ricordo di quel padre che, entrato in classe senza neppure chiedere notizie sul profitto del figlio, intima (o supplica?) l’insegnante Amendola di picchiare il figlio “ràt’lo!” in modo – diciamo – preventivo… Maria Luisa Amendola, che da giovane insegnante aveva rinunciato a metodi coercitivi (punizioni corporali), ha concluso con una delle sue pillole di saggezza : “Il passato non è stato migliore del presente, ma da quelle scuole sono usciti grandi personaggi”.

San Severino

Piera Cammarano, anche lei alunna e poi insegnante, nel suo caso nel territorio di San Severino, ha concentrato la sua presentazione sugli anni della sua infanzia, in una San Severino che, a dispetto delle ridotte dimensioni, ha sempre avuto l’intero ciclo delle classi elementari. Tra i ricordi riportati, i banchi a 3 posti, i barattoli con dentro la brace per riscaldarsi. Ricordati vari insegnanti, tra cui in particolare il maestro Del Duca che insegnò a San Severino per oltre 30 anni. Il ricordo e la fotografia del grande cespuglio di “lauro” usato per anni come wc delle bambine, ha chiuso la rievocazione della Cammarano, tra commenti inteneriti.

San Nicola

Ferdinando De Luca, insegnante e poi preside a S. Nicola, ha presentato un lungo excursus della storia della scuola nella frazione di S. Nicola, storia segnata dalla devastante frana del 1963. De Luca ha ricordato l’analfabetismo storico, dovuto alla scarsità di fondi comunali, che anche in questa parte di Sud si è accompagnato ai ritardi ferroviari e stradali. De Luca ha utilizzato testimonianze di novantenni che hanno restituito anche da S. Nicola l’immagine di una scuola autoritaria e classista, di un insegnamento solo mnemonico. Ai ricordi del freddo intenso si accompagna quello dell’afrore dei corpi e del fuoco, delle bacchette commissionate agli stessi alunni che le avrebbero “assaggiate”. Infine il ricordo dei maestri avuti, incluso il proprio padre, e l’insegnamento del Bel Canto. La frana citata, ridusse poi la scuola in una baraccopoli, per troppo tempo.

Ricordo del maestro Antonio Fusco

Giuseppe Lupo ha dedicato una appassionata e affettuosa rievocazione del maestro Antonio Fusco, di Centola, conosciuto da tutti come “Pellisier”, dal nome di un corridore francese di cui era fan accanito. Con autoironia, Lupo ha commentato che proprio lui, insegnante e poi preside nella scuola pubblica, ha avuto l’incarico, gradito, di ricordare questa figura anomala ed apprezzata di insegnante : un autodidatta dotato di notevoli capacità professionali e  umane. Un maestro che ha preparato generazioni di alunni a sostenere poi gli esami integrativi, per l’intero ciclo scolastico, scuola elementare e media. Una persona ricordata nei suoi aspetti umani (la passione citata per il ciclismo e poi per la Juventus, i cui risultati influenzavano l’umore i lunedì mattina…) e come inventore di una scuola parallela, un gymnasium con orari da tempo prolungato e costi quasi inesistenti. L’omaggio si è chiuso, come sempre con Giuseppe Lupo, con una acuta considerazione sociologica : Antonio Fusco aveva intuito il bisogno di istruzione.

Ricordi scolastici di Andrea Luise

A chi scrive queste note era stato chiesto di raccontare i propri anni di scuola e infanzia cilentana, prima dell’ emigrazione definitiva. Il Racconto di Andrea Luise ha ripercorso gli anni di tale indimenticata esperienza infantile, vissuta dal 1956 al 1960, tra Centola e Palinuro. Il Racconto ha voluto sottolineare l’intreccio inestricable tra i giorni di scuola a Palinuro (collina di S. Paolo) e Centola (via Tasso, il Convento, la Giardina), con i compagni di studio e di gioco nei due paesi  :  facce della memoria ed immagini intrecciate “come le scerte di fichi secchi”. Come intrecciati sono nella memoria i due paesi, quello di mare che guarda la collina, quello in collina che guarda il mare. Ai ricordi comuni agli altri Relatori della Serata, si è aggiunta la consapevolezza già di allora della imminente separazione dei destini dagli altri compagni di scuola e di vita, dovuta al trasferimento a Roma, e insieme l’omaggio ai maestri, in particolare a Nicola Speranza, insegnante della V^ elementare. A chiusura dell’intervento, una poesia dello stesso Andrea Luise sugli anni di quella infanzia remota.

Ricordo della maestra Anna Marotta   

Tildanna Natale ha ricostruito, con affetto e dettagli, la figura della maestra Anna Marotta, sua nonna. Grazie a ricordi familiari e ad interviste con chi l’ha conosciuta, è stata ricordata una donna di grande temperamento e determinazione, che nonostante gli ottimi risultati negli studi doveva vincere le resistenze del proprio padre alla emancipazione professionale e sociale di una ragazza di allora, che desiderava con tenacia insegnare, anche lontano da casa. Ebbe successo e dalla natia Salerno Anna Marotta si trovò a insegnare nel territorio centolese. Vinte le difficoltà del passaggio da città a paese, la Marotta vi insegnò per 30 anni, con bravura, severità e carisma. Tildanna Natale ricorda vari episodi (furto in classe, uccelli nelle tasche), e il ricordo grato di tanti ex alunni.

Foria

La Serata è stata conclusa dalla ricostruzione storica, riccamente documentata, della scuola a Foria, da parte di Raffaele Riccio, la cui famiglia era originaria di tale frazione. Tutta l’importanza della scuola è emersa, tramite i ricordi dei genitori, e in particolare il ruolo impareggiabile del maestro Casimiro Imbriaco. Il maestro Imbriaco a fine ‘800 (1870) assicurò – con lezioni a casa sua – una scuola per tutti i bambini di Foria, venendo incontro a tutte le esigenze, organizzando anche lezioni all’alba e corsi serali. Tanto che nel periodo 1870 – 1915 a Foria l’analfabetismo fu prossimo allo zero, in assoluta controtendenza non solo locale ma nazionale. Un livello mantenuto nei decenni successivi. Attraverso preziosi documenti d’epoca, Riccio ha potuto sostenere e provare che la scuola salva la vita e i rapporti umani (citando episodi del tempo di guerra e della emigrazione in Brasile).

 

Conclusione

Una Serata dal bilancio positivo, come si è detto e visto sopra, che ha fornito immagini, emozioni e considerazioni che meritano approfondimento. Il Sito del Progetto Centola ospiterà i testi integrali dei Relatori, per chi vorrà saperne di più.

 

                                                                                                Andrea LUISE